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LE NOSTRE ATTIVITA'

FUNCTIONAL TRAINING

Functional training:

un allenamento a 360° per essere in forma non solo in palestra.

Una serie di esercizi calibrati e progressivi permettono di migliorare le prestazioni del nostro corpo.

Adatti a tutti, non solo agli sportivi di professione.

Siamo ormai da tempo abituati alle ‘invenzioni’ più o meno fantasiose e pittoresche sfornate ogni giorno dai vari guru made in USA, per cercare di dare nuova linfa e, diciamolo pure, spesso una buona dose di fumo negli occhi ai clienti dei diversi centri. Il più delle volte, come nel caso delle più disparate diete, durano giusto il tempo di qualche articolo o foto che immortala la star del momento mentre si cimenta con gli attrezzi e i movimenti della nuova disciplina. Ma questo non è certo il caso del functional training, che sicuramente per le sue specifiche caratteristiche e la sua efficacia dimostrata sul campo, non correrà il rischio di perdersi tra le diverse ed effimere mode di questo mondo un po’ anarchico del fitness. Non aspettatevi sale piene zeppe di macchinari costosissimi e all’avanguardia. Nel functional training non servono. Vi troverete di fronte, infatti, ambienti spartani, dove oltre ad eseguire vari esercizi a corpo libero, al massimo vedrete semplici piccoli attrezzi o oggetti di uso comune come corde, pneumatici e mattoni.

MA COS’È L’ALLENAMENTO FUNZIONALE? — Premessa: il corpo è fatto per muoversi liberamente nello spazio, utilizzando contemporaneamente diverse catene muscolari e compiendo azioni più o meno complesse su tutti i suoi tre piani (sagittale, frontale e orizzontale). Quindi, un qualcosa di molto differente dal classico allenamento in sala pesi, in cui i vari macchinari isotonici ci costringono a effettuare esercizi che isolano i singoli muscoli, attivandoli per altro su un unico piano. Ebbene, il functional training, al contrario, utilizza degli esercizi che permettono di usare il corpo in modo simile alla gestualità quotidiana e migliora la condizione fisica in modo tale da permettere a chiunque di affrontare al meglio le situazioni che si presentano nella vita reale: sollevare la borsa della spesa, spostare un mobile, saltare un ostacolo, correre per non perdere un tram, afferrare un oggetto al volo, salire su uno sgabello. Essendo il nostro corpo costretto ad affrontare contesti molto differenti tra loro, l’allenamento deve essere globale e svilupparsi, per garantire un condizionamento completo, su movimenti altrettanto vari, finalizzati a migliorare tutte le capacità fisiche dell’organismo. Per raggiungere questo obiettivo si utilizzano, in sincronia e sinergia, il maggior numero di muscoli possibile, permettendo così di sviluppare movimenti più forti, più veloci, più coordinati, resistenti, elastici e potenti. Tutto ciò garantisce a qualunque atleta di migliorare le proprie prestazioni nello sport praticato e a qualunque persona di migliorare la propria qualità di vita.

PIÙ STABILITÀ, MENO INFORTUNI — Essere funzionali significa apprendere nuovi schemi motori attraverso esperienze fisiche complesse e progressivamente sempre più impegnative. Questa metodologia di allenamento, grazie alle sue specifiche caratteristiche di forza, flessibilità, equilibrio e propriocezione, va a sollecitare soprattutto la muscolatura profonda della regione lombo – pelvica, denominata ‘core’. La sua stabilizzazione, alla base del functional training, perché centro nevralgico da cui scaturiscono forza, controllo ed equilibrio posturale, rende ogni movimento più semplice e sicuro, previene gli infortuni e rinforza le articolazioni. A rendere più stabile questo nucleo centrale dell’organismo contribuisce moltissimo la respirazione, che deve essere diaframmatica, per compattare tutto il tronco e sostenere la colonna, fluida e completa.

L’ALLENAMENTO — Per migliorare la condizione fisica il training oltre ad essere progressivo, come abbiamo già scritto, deve svolgersi in modo razionale. Tradotto: la scelta degli esercizi, la loro intensità, durata e recupero tra l’uno e l’altro, devono svilupparsi secondo una programmazione precisa. Tutto ciò è indispensabile per riuscire a condizionare l’apparato locomotore e tutti i circuiti nervosi responsabili del suo controllo. Questo perché l’allenamento, dobbiamo sempre tenerlo presente, non è soltanto una sequenza di esercizi. Il nostro cervello e tutti i meccanismi a esso collegati hanno, come i muscoli, bisogno per rendere al meglio, di essere allenati. Solo attraverso un processo di apprendimento graduale dei movimenti e di controllo degli stessi si potranno raggiungere gli obiettivi (che devono rimanere sempre realistici) che ci siamo prefissati. Si inizierà con esercizi base, a corpo libero e con carichi bassi, facendo particolare attenzione a non sovraccaricare la colonna tramite la stabilizzazione del core, accompagnata da una respirazione diaframmatica.Comprenderanno esercizi di spinta, trazione e sollevamento di pesi, squat, swing, lanci di pesi dal petto e da sopra la testa, trazioni alla sbarra, piegamenti a terra, saltelli a piedi uniti e alternati, affondi. Solitamente si lavora a circuito, con 10 – 15 stazioni e un lavoro specifico di una trentina di secondi per stazione, da ripetere inizialmente tre volte. Sono consigliate tre sedute settimanali.

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